
Dopo la buona prova della nazionale nelle qualificazioni europee ci ritroviamo di nuovo con il nostro campionato di Serie A. Ci eravamo lasciati con un gran Milan e le altre grandi in affanno e ci ritroviamo con uno scenario ancora più bizzarro, con il Chievo in vetta e le grandi ancora più in difficoltà. Il campionato italiano si è sempre saputo che era il più equilibrato, ma quest’inizio di stagione è a dir poco sorprendente, lo so che sono passate appena due giornate e che questo difficilmente durerà fino alla fine del campionato, ma è comunque un momento molto importante che ci può aiutare a riflettere sullo stato del calcio nostrano.
Il Chievo ha cambiato tecnico ma non giocatori, ha mantenuto l’ossatura della passata stagione e i frutti di questo si vedo, la squadra gioca quasi a memoria, e i giocatori rispondono alla perfezione. Il caso delle altre piccole è più o meno simile, il Cagliari anche a mantenuto il grosso della rosa della passata stagione, integrando un giocatore che già conosceva l’ambiente sardo, Acquafresca, e i risultati di questa continuità si vedono sul campo. Discorso simile merita il Cesena che come abbiamo detto per le altre squadre ha mantenuto l’ossatura della squadra promossa dalla Serie B, ma ha a mio avviso molti più meriti delle squadre sopracitate, poichè è una neopromossa e ha affrontato già due “Grandi” (Milan e Roma).
Passiamo adesso alle “Grandi” del nostro campionato, il tema di discussione è lo stesso ma inverti: le “Grandi” hanno comprato troppo.
La Roma per esempio ha rafforzato la rosa con l’arrivo di 6 giocatori ed è naturale che i nuovi arrivati tardino un po’ nell’ambientarsi alla nuova realtà, il Milan invece ha fatto meglio acquistando addirittura 7 giocatori, e i risultati si vedono, ma la regina di queste rivoluzioni è senza dubbio la Juventus che ha comprato addirittura 11 calciatori.
A favore delle squadre considerate di prima fascia c’è da dire che svolgono una preparazione diversa, poiché dovendo lottare su più fronti, impostano il precampionato in modo tale da arrivare a pieno ritmo verso i mesi di Ottobre-Novembre.
Non dico che le squadre non debbano rinforzarsi con nuovi acquisti, ma magari invece di farne 6 o 7 se ne potrebbero fare 2-3 e puntare sui giovani delle Primavere facendogli fare cosi esperienza in prima squadra e preparandoli per quando i grandi campioni saranno da rottamare.
So che questa favola delle piccole è destinata a terminare, ma perché non sperarci ancora un po’...
Federico Carfora

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