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mercoledì 13 ottobre 2010

Vergogna!!!!



Quello che è successo ieri a Genova e dintorni ha dell’incredibile, dei vandali (perché solo così possono essere chiamati) ultranazionalisti serbi hanno prima scempiato le strade di Genova e poi hanno rovinato la festa di tutta una città.

Ma andiamo per ordine, quando i pullman sono partiti da Belgrado si sapeva che 2 di essi erano pericolosi, e così sono stati scortati fino a Genova, ma arrivati qua non c’è stato nessun tipo di controllo, questi teppisti si sono impossessati di Genova e hanno creato il panico tra la gente. Poi non contenti sono andati allo stadio con l’idea di fare casino anche lì. Entrati allo stadio hanno atteso l’ingresso in campo delle due squadre (nel riscaldamento) per scatenare il putiferio, il loro leader, Ivan Bogdanov, ha iniziato a scalare il cancello di ingresso al campo e ha tagliato la rete di protezione iniziando a incitare i suoi a fare lo stesso. A quel punto le squadre sono rientrate negli spogliatoi e la polizia ha iniziato a circondare il settore dei serbi, dopo attimi di tensione, la polizia ha ritenuto sotto controllo la situazione e ha dato l’OK per l’inizio della partita, che a mio avviso non si sarebbe dovuta giocare sin dall’inizio. Appena riscese le squadre in campo i giocatori serbi sono andati sotto il settore dei loro tifosi per “tentare di calmarli” (cosi ha detto Dejan Stankovic). La partita però è durata solo 6 minuti poichè i supporter serbi hanno iniziato a lanciare fumogeni nei pressi dell’area di Viviano (uno di questi ha sfiorato il portiere), allora l’arbitro ha deciso di sospendere la partita, e poco a poco la gente ha abbandonato lo stadio.

Adesso è tempo di riflessioni, non importano 3 punti a tavolino che quasi sicuramente saranno dati agli azzurri, qui bisogna iniziare a prevenire questi fatti incivili, perché non è possibile che delle persone ritenute pericolose possano andare in trasferta a vedere la propria nazionale, in questo punto la colpa è soprattutto delle autorità italiane, che avrebbero dovuto opporsi all’ingresso di questi vandali. Sicuramente la Federazione Serba riceverà pesanti squalifiche e multe ma ciò non basta bisogna fare qualcosa perché questo non accada più.

Cosa ne pensate voi?

Federico Carfora

martedì 5 ottobre 2010

L'aquila vola...


Settimana di grande calcio in Italia ed Europa, dopo la Champions League, che ha visto le italiane uscire dalla seconda giornata con 2 vittorie (Inter e Roma) e un pari (Milan) ora ci rituffiamo nel nostro campionato.

Avevamo lasciato una Roma, apparentemente, ritrovata e una Lazio che volava, e ci ritroviamo si con i biancocelesti in vetta, da soli, ma la Roma ritorna nel baratro della sconfitta, perdendo meritatamente al San Paolo con il Napoli. La squadra di Ranieri non è in forma e lo si vede sin da subito, i partenopei corrono e si sacrificano cosa che i giallorossi non riescono a fare e vengono salvati in più di una occasione dal rumeno Lobont. Ma il Napoli alla fine riesce a trovare il gol e poi raddoppia, rimandando la Roma all’inferno.

Ma all’inferno la Roma è in buona compagnia, visto che la Viola di Mijhailovic perde al Franchi con il Palermo e rimane ancorata alla penultima posizione con Roma e Parma.

Discorso diverso invece meritano le due milanesi, il Milan torna in corsa per le posizioni che contano battendo il Parma per 1 a 0 grazie all’eurogol di Pirlo, mentre l?Inter si ferma sullo 0 a 0 con la Juventus che ancora ha difficoltà nell’esprimere tutto il proprio potenziale.

Altra nota positiva è la prima vittoria in questa stagione dell’Udinese che trova i 3 punti grazie a uno striminzito 1-0 con il Catania.

E ora andiamo alla capolista, la Lazio di Eddy Reja, che ha battuto il Brescia per 1 a 0. Questa Lazio sta sorprendendo un po’ tutti, visto che in estate aveva perso un giocatore chiave nello scacchiere tattico,Kolarov, ma l’arrivo del brasiliano Hernanes ha messo tutti a tacere, visto il rapido inserimento negli schemi biancocelesti. Nota negativa è Zarate che fatica a tornare ai livelli del primo anno nella capitale.

Sebbene siamo ancora all’inizio del campionato, inizia a preoccupare la posizione della Roma che se non dovesse trovare risposte convincenti nelle prossime 3-4 giornate sarebbe davvero in grossi problemi.

Ora spazio alla nazionale che affronterà nei prossimi giorni l’Irlanda del Nord e la Serbia. Prandelli a fatto le sue convocazioni e noi ci auguriamo che possa andare tutto bene alla nazionale e qualificarci il prima possibile ai prossimi Europei in programma in Ucraina e Polonia.

Federico Carfora

martedì 3 agosto 2010

Grandi decadute...


Questo è l'anno della crisi, i grandi club europei (escludendo i club che appartengono a miliardari stranieri) sono indebitati fino al collo e prima di comprare sono costretti a vendere. Perché siamo arrivati a questo punto? Sono molte le cause di questo disastro finanziario, pero concentriamoci sul calcio di casa nostra. Il Milan per esempio ha deciso di non comprare più a questi prezzi esorbitanti, decisione condivisibile però se non compri giocatori di livello non puoi rimanere ad alti livelli. Il problema maggiore però a mio avviso non è la volontà di non comprare giocatori a prezzi esorbitanti, il problema è che non sai investe nel vivaio. Il settore giovanile italiano era uno dei migliori al mondo, molti dei giocatori che giocavano nelle nazionali giovanili erano la base di una nazionale maggiore che ci ha regalato grandi gioie. Adesso si pensa a prendere giovani stranieri che costano quasi nulla e si cerca di farli crescere per poi lanciarli in prima squadra solo alla "tenera" età di 25-26 anni, sono pochi gli allenatori che lanciano in prima squadra dei giovani di 18 anni e che poi gli danno continuità. In Italia si è perso l'amore per il bel gioco, che non necessariamente è quello del Barcellona, il bel gioco è quello che diverte, quello che fa sognare i tifosi. In Italia si cercano spesso giocatori forti fisicamente e si scartano giocatori che tecnicamente sono più che validi, perché ritenuti troppo deboli fisicamente. Sono poche, anzi inesistenti, le squadre che sfornano giovani giocatori di talento, non dico che debbano salire sempre dei giovani Totti, Del Piero o Nesta, ma almeno dei giocatori che siano capaci di non farci rimpiangere l'addio al calcio di giocatori di quel livello.

Non è solo l'Inter la squadra che non ha quasi italiani in squadra, basti 'pensare che il Catania ha solo 11 italiani su 26 giocatori in rosa o per esempio la Roma che ha 8 italiani su 21 giocatori in rosa, e i giocatori italiani che fanno parte delle rose delle squadre di serie A sono quasi tutti di età superiore ai 22 anni.

I giovani dell'Under 21 Italiana giocano quasi tutti in serie B o non sono titolari nei rispettivi club di Serie A. In molti casi questi giocatori che non fanno esperienze in serie A, quando hanno 20 anni, poi sono coloro che dovranno difendere la nostra maglia nei mondiali, e si dovranno scontrare con nazionali dove i giocatori hanno esperienze nella prima squadra già a 18 anni, come per esempio il giovanissimo Bojan del Barcellona che già sono 3 anni che gioca nel Miglior Club del mondo e che al momento di giocare in nazionale avrà già accumulato una grande esperienza, altro esempio è il centrocampista del Barcellona e della nazionale spagnola campione del mondo, Sergio Busquets, giocatore che ha debuttato nel club campione d'europa a soli 19 anni.

Mi sembra che il problema del nostro calcio non è solo la nazionale che ha deluso ampiamente nel mondiale africano, il problema del calcio di casa nostra è la paura di essere esonerati dopo 2 sconfitte o meno, diamo più fiducia agli allenatori cosi da fargli fare le scelte giuste e dargli la possibilità di far debuttare giovani giocatori e non "costringerli" a mettere giocatori d'esperienza per paura di perdere la partita ed essere cacciati.

Federico Carfora